vita,giovanni, feliziani,diario,giornale,riflessioni,emozioni,tutto il quotidiano, infortuni,denunce, Giovanni Feliziani,

Visualizzazione post con etichetta giovanni feliziani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovanni feliziani. Mostra tutti i post

mercoledì 8 aprile 2009

CHE IDEA !!!!!!!!!!!

clip_image002

VEDIAMO SE LE BUONE IDEE ARRIVANO AI PEZZI GROSSI....: ANNULLIAMO IL MONTEPREMI DEL SUPERENALOTTO, CHE è QUASI DI 40 MILIONI DI EURO,E DONIAMOLO A CHI NE HA BISOGNO IN ABRUZZO...COPIA, INCOLLA E DIFFONDI....!!!

 

+BULL e - BALLE
LADY HA PROMESSO DI ASPETTARMI...TUTTE LE VOLTE CHE..POSSO AVER BISOGNO DI LEI, ED IO SÒ CHE NE AVRÒ BISOGNO...COME SEMPRE NE HO. LEI È IL MIO CANE

http://www.caerebulldogs.net

clip_image004 Technorati Tag: Pensieri, vlog, Vita, Forum, Animali, bulldog, cani, Cinofilia, massoneria, denunce, molossi, esoterismo

sabato 21 febbraio 2009

Diario del 21 febbraio 2009

clip_image002

8.30 Ho chiamato il mio amico medico, Carlo, per sapere se poteva venire, mi ha detto di no però mercoledì sera andiamo a cena.

9.42 Sono andato a prendere il pane portandomi dietro Orione così gli ho fatto fare un giretto.

10.56 Mi sono messo a cucinare una asta e patate.

12.20 E’ quasi pronto, questa sera torna a casa Cloe.

17.00 Sono di già sveglio ad aspettare il ritorno di Cloe. Ora scederò così le scaldo l’ambiente e mi faccio il bucato.

19.38 Ho fatto tutto ma Cloe non si vede ora chiamo Claudio

20.25 E’ tornata ora vado a cena buona serata

 

mercoledì 28 gennaio 2009

IL SECONDO VIAGGIO L’ARIA

clip_image002

 

 

"google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript">
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-5530410-2");
pageTracker._initData();
pageTracker._trackPageview();
</script>

martedì 20 gennaio 2009

Ricordiamo che il 27 gennaio si celebra: “LA GIORNATA DEDICATA ALLA SOAH”

 clip_image002

 

Da lince54x

RICORDIAMO AL MONDO INTERO,CHE IN ITALIA,IL 27 GENNAIO SI CELEBRA LA
"GIORNATA DEDICATA ALLA SHOA",VOLUTA DAL NANO BERLUSCONI E FINI METRE LE
EX VITTIME DEL NAZISMO,IN QUESTO STESSO GENNAIO SI DIVERTIVANO A
MASSACRARE LA POPOLAZIONE INERME PALESTINESE DI GAZA !
FACCIAMO IN MODO CHE LA GIORNATA CHE IL NOSTRO "CARO NANO
FILO-ISRAELIANO" HA DECISO DI DEDICARE ALLA SHOA EBRAICA RIFERITA AL
NAZISMO,SI RIPERCUOTA CONTRO GLI STESSI CHE CE L'HANNO IMPOSTA.
DEDICHIAMO TUTTI NOI DELLA RETE LA GIORNATA DI RICORRENZA E RICORDO CHE
VERRA' COMMEMORATA IN ITALIA IL PROSSIMO 27 GENNAIO DA GIORNATA DEDICATA
ALLA "SHOA O OLOCAUSTO EBRAICO",NELLA GIORNATA DEDICATA DA TUTTI NOI
DELLA RETE NELLA GIORNATA DEDICATA "ALL'OLOCAUSTO DELLE DONNE,VECCHI E
BAMBINI INERMI NELLE SCUOLE,AMBULANZE,DONNE USCENTI DALLE LORO CASE CON
LA BANDIERA BIANCA,OSPEDALI E CENTRI ONU,MASSACRATI,
DALL'ARTIGLIERIA DELL'ESERCITO,AVIAZIONE E MARINA CHE HANNO FATTO GRANDE
USO DI BOMBE AL FOSFORO (VIETATE) E NUOVE BOMBE SPERIMENTALI,
ATTE A SPEZZARE GLI ARTI DELLA POPOLAZIONE CIVILE COLPITA.
RICORDIAMO AL MONDO INTERO COSA FESTEGGERA' L'ITALIA DEI PECORONI CHE
LI HA FATTI MASSACRARE ED ORA SI PRESENTA A LORO COME PRIMO PAESE PRONTO
AD INVIARE AIUTI ALIMENTARI ED ALTRO...
DIFFONDIAMO TUTTI UN MESSAGGIO MONDIALE...OGNUNO COME POTRA' FARLO...
REALIZZANDO VIDEO,DISCUTENDONE NEI FORUM SU INTERNET,BOICOTTANDO QUEL
GIORNO NEGOZI,PRODOTTI E RICORRENZE CHE SI RIFANNO ALLA SHOA EBRAICA...
PER FINIRE RICORDIAMO AL MONDO INTERO CHE MENTRE A GAZA GLI "ISRAELIANI"
EX VITTIME DEL NAZISMO,NEL GENNAIO 2009,SONO RIUSCITI A SUPERARE I PROPRI
CARNEFICI NAZISTI PERPETRANDO UN MASSACRO CHE RESTERA' NELLA STORIA E CHE
SICURAMENTE RICADRA' SU TUTTI I LORO DISCENDENTI FUTURI !
PERCHE' MILOSEVICH E' STATO CONSIDERATO " CRIMINALE DI GUERRA E OLMERT E
TUTTO IL SUO STAFF NO ? "

HOLOCAUSTO - OLOCAUSTO = PALESTINA

HOLOCAUSTO - OLOCAUSTO = PALESTINA
STRAGE DI GAZA GENNAIO 2009
موطني - " MAWTINI " - " PATRIA MIA "
Ufficioso inno nazionale palestinese
Popular poem written by famous
Palestinian poet إبراهيم طوقان‎)
Ibrahim Touqan
musica compo...

sabato 6 dicembre 2008

Facebook Allarme

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

1228458619_g_0

Los 120 millones de usuarios Facebook están en el punto de mira de un virus de nombre 'Koobface', que usa el sistema de mensajes de la red social para infectar ordenadores y así recolectar información confidencial como número de tarjetas de crédito

'Koobface'

Es un gusano que se propaga a través de diversos servicios de Internet, como el

IRC (Internet Chat Relay)

Correos MultiSPAM

Busca la presencia de archivos o 'cookies' relacionados con las redes sociales

En caso hallarlas altera la configuración del navegador haciéndolo conectarse a sitios web desde los cuales descargará 'malwares'

'Koobface'

Se extiende mediante el envío de notas a amigos de alguien que ha sido infectada

Los mensajes, con encabezados de materia como

"Te ves genial en esta nueva película"

Dirigen a los destinatarios a un sitio donde se les pide que descarguen lo que se afirma es una actualización del reproductor Flash de Adobe Systems

Si descargan el software, los usuarios acabarán con su ordenador infectado, que entonces conduce a los usuarios a lugares contaminados cuando intentan usar motores de búsqueda de

Google, Yahoo, MSN y Live.com

La empresa de capital privado Facebook dijo a sus miembros que borren los correos contaminados y publicó indicaciones en

http://www.facebook.com/security

Sobre como limpiar las computadoras infectadas

venerdì 14 novembre 2008

IN RICORDO DI FIORENZA DE LUCA

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

 

A presto cara amica, ho solo un rammarico quello che i tuoi familiari non mi hanno informato della tua dipartita, così ci prenderemo il nostro drink.

 

giovedì 6 novembre 2008

6 Novembre

 

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

4.23   Buon giorno mi sento meglio, però mi accorgo che l' orologio della mia vita inesorabilmente scorre scandendo il suo tempo, vorrei fermarlo ma non posso.   Che fare se non assaporarne gli attimo rallentando notevolmente il ritmo della mia vita?

8.38 guardate come va a finire la nostra libertà:

Dobbiamo avere il coraggio di dire: "Basta vietare"

Non desideriamo più censure il libero pensiero deve correre come il vento senza censure o sarà la lotta.

17.40   LA siesta è stata molto lunga, si vede che avevo bisogno di dormire. Ho riposato meravigliosamente bene. Grazie con tutte le fatiche di questi giorni.

Ho comprato pe 8,50€ una lampada per la sala veramente carina, dimenticavo nel prezzo è compresa la lampadina a basso consumo.

18.07   Accorgendomi di avere Cloe, la Dobermann scoperta da vaccino, ho chiamato il mio veterinario e mi ha detto di fare

ATTENZIONE che nel Lazio c'è un ondata di GASTROENTERITE.

Lady questa sera ha mangiato, ho vaccinato Cloe.

Mia madre sta meglio ed io ho l'ernia che grada vendetta.

Ora vi lascio buona notte.

 

Le Massonerie attuali in Italia

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

Nel nostro paese possiamo sintetizzare così lo stato attuale delle Massonerie.

Esistono le seguenti Obbedienze:

- Grande Oriente d’Italia, istituzione fondata nel 1805 e largamente maggioritaria in Italia, conosciuta anche come "Palazzo Giustiniani", nata e rimasta per soli uomini, tuttavia è aperta a gruppi paramassonici femminili, che lavorano a parte come le logge di adozione della "Stella d'Oriente";

Gran Loggia d’Italia,  discendenza di "Piazza del Gesù", la più grande per numero di affiliati tra le obbedienze concorrenti del Grande Oriente d'Italia, derivata dallo scisma massonico del 1908, all’inizio per soli uomini, successivamente ha aperto alle donne con pari dignità.

Gran Loggia Regolare d'Italia, fondata nel 1993 da una scissione del Grande Oriente d'Italia;

Gruppi minori, creatisi da scissioni del Grande Oriente d'Italia e della Gran Loggia d'Italia;

- Gruppi Massonici Femminili, riservati soltanto alle donne, come ad esempio "La Gran Loggia Femminile d'Italia" e "La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia";

Il Diritto Umano, federazione italiana dell'Ordine Misto Internazionale "Le Droit Humain", fondato in Francia nel 1893 da Maria Deraismes e da Georges Martin,  presente in Italia dal 1905, considera l’uomo e la donna su un piano di assoluta parità.

 

mercoledì 5 novembre 2008

5 Novembre

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

8.52   Ieri per coronare la fatica ha traboccato il pozzetto in giardini e pertanto ho dovuto pulire tutto. Lady questa mattina non ha mangiato.

12.33   Sono distrutto, mangio e vado a letto

20.30   Per non farmi fottere sono andato alle terme, così ho potuto riposarmi.

Buona notte a domani.

 

 

lunedì 3 novembre 2008

sabato 1 novembre 2008

BELFAGOR-ARCIDIAVOLO

Niccolò Machiavelli

BELFAGOR

ARCIDIAVOLO

Leggesi nelle antiche memorie delle fiorentine cose come già s'intese per relazione, di alcuno santissimo uomo, la cui vita, apresso qualunque in quelli tempi viveva, era celebrata, che, standosi abstratto nelle sue orazioni, vide mediante quelle come, andando infinite anime di quelli miseri mortali, che nella disgrazia di Dio morivano all'inferno, tutte o la maggior parte si dolevono, non per altro che per avere preso moglie essersi a tanta infelicità condotte. Donde che Minos e Radamanto insieme con gli altri infernali giudici ne avevano maraviglia grandissima. E non potendo credere queste calunnie che costoro al sesso femmineo davano essere vere, e cresciendo ogni giorno le querele, e avendo di tutto fatto a Plutone conveniente rapporto, fu deliberato per lui di avere sopra questo caso con tutti gl'infernali principi maturo esamine, e pigliarne dipoi quel partito che fussi giudicato migliore per scoprire questa fallacia, o conoscerne in tutto la verità. Chiamatogli adunque a concilio, parlò Plutone in questa sentenza: "Ancora che io, dilettissimi miei, per celeste disposizione e fatale sorte al tutto inrevocabile possegga questo regno, e che per questo io non possa essere obligato ad alcuno iudicio o celeste o mondano, nondimeno, perché gli è maggiore prudenza di quelli che possono più sottomettersi più alle leggi e più stimare l'altrui iudizio: ho deliberato essere consigliato da voi come, in uno caso il quale potrebbe seguire con qualche infamia del nostro imperio, io mi debba governare. Perché dicendo tutte l'anime degli uomini, che vengono nel nostro regno esserne stato cagione la moglie, e parendoci questo impossibile, dubitiamo che dando iudizio sopra questa relazione ne possiamo essere calunniati come troppo creduli, e non ne dando come manco severi e poco amatori della iustizia. E perché l'uno peccato è da uomini leggieri e l'altro da ingiusti, e volendo fuggire quegli carichi che da l'uno e l'altro potrebbono dependere e non trovandone il modo, vi abbiamo chiamati acciò che consigliandone ci aiutiate e siate cagione che questo regno, come per lo passato è vivuto sanza infamia, così per lo advenire viva". Parve a ciascheduno di quegli prìncipi il caso importantissimo e di molta considerazione: e concludendo tutti come egli era necessario scoprirne la verità, erano discrepanti del modo. Perché a chi pareva che si mandassi uno, a chi più, nel mondo, e sotto forma di uomo conoscessi personalmente questo vero: a molti altri occorreva potersi fare sanza tanto disagio, costringendo varie anime con varii tormenti a scoprirlo. Pure la maggior parte consigliando che si mandassi, s'indirizorno a questa opinione. E non si trovando alcuno che voluntariamente prehendessi questa impresa, deliberorno che la sorte fussi quella che lo dichiarassi. La quale cadde sopra Belfagor arcidiavolo, ma per lo adietro, avanti che cadessi di cielo, arcangelo. Il quale, ancora che male volentieri pigliassi questo carico, nondimeno constretto da lo imperio di Plutone si dispose a seguire quanto nel concilio si era determinato, e si obligò a quelle condizioni che infra loro solennemente erano state deliberate. Le quali erano: che subito a colui che fussi a questa commissione deputato fussino consegnati centomila ducati, con i quali doveva venire nel mondo, e sotto forma di uomo preender moglie e con quella vivere X anni, e di poi fingendo di morire tornarsene e per esperienza fare fede a i suoi superiori quali sieno i carichi e le incommodità del matrimonio. Dichiarossi ancora che durante detto tempo ei fussi sottoposto a tutti quegli disagi e mali che sono sottoposti gli uomini e che si tira drietro la povertà, le carcere, la malattia e ogni altro infortunio nel quale gli uomini incorrono, eccetto se con inganno o astuzia se ne liberassi. Presa adunque Belfagor la condizione e i danari, ne venne nel mondo: e ordinato di sua masnade cavagli e compagni, entrò onoratissimamente in Firenze: la quale città innanzi a tutte l'altre elesse per suo domicilio, come quella che gli pareva più atta a sopportare chi con arte usuraie essercitassi i suoi danari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

     E fattosi chiamare Roderigo di Castiglia, prese una casa a fitto nel Borgo d'Ognisanti; e perché non si potessino rinvenire le sue condizioni, disse essersi da piccolo partito di Spagna e itone in Soria, e avere in Aleppe guadagnato tutte le sue facultà: donde s'era poi partito per venire in Italia a preender donna in luoghi più umani e alla vita civile e allo animo suo più conformi. Era Roderigo bellissimo uomo e monstrava una età di trent’anni; e avendo in pochi giorni dimostro di quante richeze abundassi, e dando essempli di sé di essere umano e liberale, molti nobili cittadini che avevano assai figliole e pochi danari se gli offerivano: intra le quali tutte Roderigo scielse una bellissima fanciulla chiamata Onesta, figliuola di Amerigo Donati il quale ne aveva tre altre, insieme con tre figliuoli maschi tutti uomini, e quelle erano quasi che da marito: e benché fussi d'una nobilissima famiglia, e di lui fussi in Firenze tenuto buono conto, non dimanco era rispetto alla brigata avea e alla nobilità poverissimo. Fece Roderigo magnifiche e splendidissime noze: né lasciò indietro alcuna di quelle cose che in simili feste si desiderano. E essendo, per la legge che gli era stata data nello uscire d'inferno, sottoposto a tutte le passioni umane, subito cominciò a pigliare piacere degli onori e delle pompe del mondo e avere caro di essere laudato intra gli uomini, il che gli arrecava spesa non piccola. Oltra di questo non fu dimorato molto con la sua monna Onesta, che se ne innamorò fuori di misura: né poteva vivere qualunque volta la vedeva stare trista e avere alcuno dispiacere. Aveva mona Onesta portato in casa di Roderigo, insieme con la nobilità e con la belleza, tanta superbia che non ne ebbe mai tanta Lucifero; e Roderigo, che aveva provata l'una e l'altra, giudicava quella della moglie superiore; ma diventò di lunga maggiore, come prima quella si accorse dello amore che il marito le portava; e parendole poterlo da ogne parte signoreggiare, sanza alcuna piatà o rispetto lo comandava, né dubitava, quando da lui alcuna cosa gli era negata, con parole villane e iniuriose morderlo: il che era a Roderigo cagione di inestimabile noia. Purnondimeno il suocero, i frategli, il parentado, l'obligo del matrimonio e, sopratutto, il grande amore le portava gli faceva avere pazienza. Io voglio lasciare ire le grande spese, che, per contentarla, faceva in vestirla di nuove usanze e contentarla di nuove fogge, che continuamente la nostra città per sua naturale consuetudine varia; che fu necessitato, volendo stare in pace con lei, aiutare al suocero maritare l'altre sue figliuole: dove spese grossa somma di danari. Dopo questo, volendo avere bene con quella, gli convenne mandare uno de' frategli in Levante con panni, un altro in Ponente con drappi, all'altro aprire uno battiloro in Firenze: nelle quali cose dispensò la maggiore parte delle sue fortune. Oltre a di questo, ne' tempi de' carnasciali e de' San Giovanni, quando tutta la città per antica consuetudine festeggia e che molti cittadini nobili e richi con splendidissimi conviti si onorono, per non essere mona Onesta all'altre donne inferiore, voleva che il suo Roderigo con simili feste tutti gli altri superassi. Le quali cose tutte erano da lui per le sopradette cagioni sopportate; né gli sarebbono, ancora che gravissime, parute gravi a farle, se da questo ne fussi nata la quiete della casa sua e s'egli avessi potuto pacificamente aspettare i tempi della sua rovina. Ma gl'interveniva l'opposito, perché con le insopportabili spese, la insolente natura di lei infinite incommodità gli arrecava; e non erano in casa sua né servi né serventi che, nonché molto tempo, ma brevissimi giorni la potessino sopportare; donde ne nascevano a Roderigo disagi gravissimi per non potere tenere servo fidato che avessi amore alle cose sua; e, nonché altri, quegli diavoli, i quali in persona di famigli aveva condotti seco, più tosto elessono di tornarsene in inferno a stare nel fuoco, che vivere nel mondo sotto lo imperio di quella. Standosi adunque Roderigo in questa tumultuosa e inquieta vita, e avendo per le disordinate spese già consumato quanto mobile si aveva riserbato, cominciò a vivere sopra la speranza de' ritratti, che di Ponente e di Levante aspettava; e avendo ancora buono credito, per non mancare di suo grado, prese a cambio. E girandogli già molti marchi adosso, fu presto notato da quegli, che in simile esercizio in Mercato si travagliano. E essendo di già il caso suo tenero, vennero in un subito di Levante e di Ponente nuove come l'uno de' frategli di mona Onesta s'aveva giucato tutto il mobile di Roderigo, e che l'altro, tornando sopra una nave carica di sue mercatantie sanza essersi altrimenti assicurato, era insieme con quelle annegato. Né fu prima publicata questa cosa che i creditori di Roderigo si ristrinsono insieme; e giudicando che fussi spacciato, né possendo ancora scoprirsi per non essere venuto il tempo de' pagamenti loro, conclusono che fussi bene osservarlo così destramente, acciò che dal detto al fatto di nascoso non se ne fuggissi. Roderigo, da l'altra parte, non veggiendo al caso suo rimedio e sapiendo a quanto la leggie infernale lo costringeva, pensò di fuggirsi in ogni modo. E montato una mattina a cavallo, abitando propinquo alla Porta al Prato, per quella se ne uscì. Né prima fu veduta la partita sua, che il romore si levò fra i creditori, i quali ricorsi ai magistrati, non solamente con i cursori, ma popularmente si missono a seguirlo. Non era Roderigo, quando se gli lievò drieto il romore, dilungato da la città uno miglio; in modo che, vedendosi a male partito, deliberò, per fuggire più segreto, uscire di strada e atraverso per gli campi cercare sua fortuna. Ma sendo, a fare questo, impedito da le assai fosse, che atraversano il paese, né potendo per questo ire a cavallo, si misse a fuggire a piè e, lasciata la cavalcatura in su la strada, atraversando di campo in campo, coperto da le vigne e da' canneti, di che quel paese abonda, arrivò sopra Peretola a casa Gianmatteo del Brica, lavoratore di Giovanni del Bene, e a sorte trovò Gianmatteo che arrecava a casa da rodere a i buoi e se gli raccomandò promettendogli che se lo salvava dalle mani de' suoi nimici, i quali, per farlo morire in prigione, lo seguitavano, che lo farebbe ricco e gliene darebbe innanzi alla sua partita tale saggio che gli crederrebbe; e quando questo non facessi, era contento che esso proprio lo ponessi in mano a i suoi aversarii. Era Gianmatteo, ancora che contadino, uomo animoso, e giudicando non potere perdere a pigliare partito di salvarlo, liene promisse; e cacciatolo in uno monte di letame, quale aveva davanti a la sua casa, lo ricoperse con cannucce e altre mondiglie che per ardere aveva ragunate. Non era Roderigo apena fornito di nascondersi, che i suoi perseguitatori sopraggiunsono e, per spaventi che facessino a Gianmatteo, non trassono mai da lui che lo avessi visto; talché passati più innanzi, avendolo invano quel dì e quell'altro cerco, strachi se ne tornorno a Firenze. Gianmatteo adunque, cessato il romore e trattolo del loco dove era, lo richiese della fede data. Al quale Roderigo disse: "Fratello mio, io ho con teco un grande obligo e lo voglio in ogni modo sodisfare; e perché tu creda che io possa farlo, ti dirò chi io sono". E quivi gli narrò di suo essere e delle leggi avute allo uscire d'inferno e della moglie tolta; e di più gli disse il modo, con il quale lo voleva arichire: che insumma sarebbe questo, che, come ei sentiva che alcuna donna fussi spiritata, credessi lui essere quello che le fussi adosso; né mai se n'uscirebbe, s'egli non venissi a trarnelo; donde arebbe occasione di farsi a suo modo pagare da i parenti di quella. E, rimasi in questa conclusione, sparì via. Né passorno molti giorni, che si sparse per tutto Firenze, come una figliuola di messer Ambruogio Amidei, la quale aveva maritata a Bonaiuto Tebalducci, era indemoniata; né mancorno i parenti di farvi tutti quegli remedii, che in simili accidenti si fanno, ponendole in capo la testa di san Zanobi e il mantello di san Giovanni Gualberto. Le quali cose tutte da Roderigo erano uccellate. E, per chiarire ciascuno come il male della fanciulla era uno spirito e non altra fantastica imaginazione, parlava in latino e disputava delle cose di philosophia e scopriva i peccati di molti; intra i quali scoperse quelli d'uno frate che si aveva tenuta una femmina vestita ad uso di fraticino più di quattro anni nella sua cella: le quali cose facevano maravigliare ciascuno. Viveva pertanto messer Ambruogio mal contento; e avendo invano provati tutti i remedii, aveva perduta ogni speranza di guarirla, quando Gianmatteo venne a trovarlo e gli promisse la salute de la sua figliuola, quando gli voglia donare cinquecento fiorini per comperare uno podere a Peretola. Accettò messer Ambruogio il partito: donde Gianmatteo, fatte dire prima certe messe e fatte sua cerimonie per abbellire la cosa, si accostò a gli orechi della fanciulla e disse: "Roderigo, io sono venuto a trovarti perché tu mi osservi la promessa". Al quale Roderigo rispose: "Io sono contento. Ma questo non basta a farti ricco. E però, partito che io sarò di qui, enterrò nella figliuola di Carlo, re di Napoli, né mai n'uscirò sanza te. Fara'ti allora fare una mancia a tuo modo. Né poi mi darai più briga". E detto questo s'uscì da dosso a colei con piacere e ammirazione di tutta Firenze. Non passò dipoi molto tempo, che per tutta Italia si sparse l'accidente venuto a la figliuola del re Carlo. Né vi si trovando rimedio, avuta il re notizia di Gianmatteo, mandò a Firenze per lui. Il quale, arrivato a Napoli, dopo qualche finta cerimonia la guarì. Ma Roderigo, prima che partissi, disse: "Tu vedi, Gianmatteo, io ti ho osservato le promesse di averti arrichito. E però, sendo disobligo, io non ti sono più tenuto di cosa alcuna. Pertanto sarai contento non mi capitare più innanzi, perché, dove io ti ho fatto bene, ti farei per lo avvenire male". Tornato adunque a Firenze Gianmatteo richissimo, perché aveva avuto da il re meglio che cinquantamila ducati, pensava di godersi quelle richeze pacificamente, non credendo però che Roderigo pensassi di offenderlo. Ma questo suo pensiero fu subito turbato da una nuova che venne, come una figliuola di Lodovico settimo, re di Francia, era spiritata. La quale nuova alterò tutta la mente di Gianmatteo, pensando a l'auttorità di quel re e a le parole che gli aveva Roderigo dette. Non trovando adunque quel re a la sua figliuola rimedio, e intendendo la virtù di Gianmatteo, mandò prima a richiederlo semplicemente per uno suo cursore. Ma, allegando quello certe indisposizioni, fu forzato quel re a richiederne la Signoria. La quale forzò Gianmatteo a ubbidire. Andato pertanto costui tutto sconsolato a Parigi, mostrò prima a il re come egli era certa cosa che per lo adrietro aveva guarita qualche indemoniata, ma che non era per questo ch'egli sapessi o potessi guarire tutti, perché se ne trovavano di sì perfida natura che non temevano né minacce né incanti né alcuna religione; ma con tutto questo era per fare suo debito e, non gli riuscendo, ne domandava scusa e perdono. Al quale il re turbato disse che se non la guariva, che lo appenderebbe. Sentì per questo Gianmatteo dolore grande; pure, fatto buono cuore, fece venire la indemoniata; e, acostatosi all'orechio di quella, umilmente si raccomandò a Roderigo, ricordandogli il benificio fattogli e di quanta ingratitudine sarebbe essemplo, se lo abbandonassi in tanta necessità. Al quale Roderigo disse: "Do! villan traditore, sì che tu hai ardire di venirmi innanzi? Credi tu poterti vantare d'essere arichito per le mia mani? Io voglio mostrare a te e a ciascuno come io so dare e t"rre ogni cosa a mia posta; e innanzi che tu ti parta di qui, io ti farò impiccare in ogni modo". Donde che Gianmatteo, non veggiendo per allora rimedio, pensò di tentare la sua fortuna per un'altra via. E fatto andare via la spiritata, disse al re: "Sire, come io vi ho detto, e' sono di molti spiriti che sono sì maligni che con loro non si ha alcuno buono partito, e questo è uno di quegli. Pertanto io voglio fare una ultima sperienza; la quale se gioverà, la vostra Maestà e io areno la intenzione nostra; quando non giovi, io sarò nelle tua forze e arai di me quella compassione che merita la innocenzia mia. Farai pertanto fare in su la piaza di Nostra Dama un palco grande e capace di tutti i tuoi baroni e di tutto il crero di questa città; farai parare il palco di drappi di seta e d'oro; fabbricherai nel mezo di quello uno altare; e voglio che domenica mattina prossima tu con il clero, insieme con tutti i tuoi principi e baroni, con la reale pompa, con splendidi e richi abigliamenti, conveniate sopra quello, dove celebrata prima una solenne messa, farai venire la indemoniata. Voglio, oltr'a di questo, che da l'uno canto de la piaza sieno insieme venti persone almeno che abbino trombe, corni, tamburi, cornamuse, cembanelle, cemboli e d'ogn'altra qualità romori, i quali quando io alzerò uno cappello, dieno in quegli strumenti, e, sonando, ne venghino verso il palco: le quali cose, insieme con certi altri segreti rimedii, credo che faranno partire questo spirito". Fu sùbito da il re ordinato tutto; e, venuta la domenica mattina e ripieno il palco di personaggi e la piaza di populo, celebrata la messa, venne la spiritata condutta in sul palco per le mani di dua vescovi e molti signori. Quando Roderigo vide tanto popolo insieme e tanto apparato, rimase quasi che stupido, e fra sé disse: "Che cosa ha pensato di fare questo poltrone di questo villano? Crede egli sbigottirmi con questa pompa? non sa egli che io sono uso a vedere le pompe del cielo e le furie dello inferno? Io lo gastigherò in ogni modo". E, accostandosegli Gianmatteo e pregandolo che dovessi uscire, gli disse: "O, tu hai fatto il bel pensiero! Che credi tu fare con questi tuoi apparati? Credi tu fuggire per questo la potenza mia e l'ira del re? Villano ribaldo, io ti farò impiccare in ogni modo". E così ripregandolo quello, e quell'altro dicendogli villania, non parve a Gianmatteo di perdere più tempo. E fatto il cenno con il cappello, tutti quegli, che erano a romoreggiare diputati, dettono in quegli suoni, e con romori che andavono al cielo ne vennono verso il palco. Al quale romore alzò Roderigo gli orechi e, non sappiendo che cosa fussi e stando forte maravigliato, tutto stupido domandò Gianmatteo che cosa quella fussi. Al quale Gianmatteo tutto turbato disse: "Oimè, Roderigo mio! quella è mogliata che ti viene a ritrovare". Fu cosa maravigliosa a pensare quanta alterazione di mente recassi a Roderigo sentire ricordare il nome della moglie. La quale fu tanta che, non pensando s'egli era possibile o ragionevole se la fussi dessa, senza replicare altro, tutto spaventato, se ne fuggì lasciando la fanciulla libera, e volse più tosto tornarsene in inferno a rendere ragione delle sua azioni, che di nuovo con tanti fastidii, dispetti e periculi sottoporsi al giogo matrimoniale. E così Belfagor, tornato in inferno, fece fede de' mali che conduceva in una casa la moglie. E Gianmatteo, che ne seppe più che il diavolo, se ne ritornò tutto lieto a casa.

 

1 Novembre

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

5.22   Ciao ragazzi anche oggi ci siamo, oggi e domani sono impegnato con un trasloco, speriamo di farcela.

12.00 Oggi ho portato fuori Cloe la dobermann, mi sono stancato tanto. Siamo stati fuori un ora e mezza.

19.15   Sono andato a prendere il furgone. E' andato tutto bene.

Vi saluto con un forte abbraccio

 

 

 

 

giovedì 30 ottobre 2008

30 Ottobre Educazione richiesta agli utenti di internet

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

5.50 Buon giorno, alzatevi dal letto perchè si aprono le danze giornaliere

Commenti del signor Domenico Curcio sul sito pubblico http://razzedapresa.forumup.it/index.php?mforum=razzedapresa

vedi caro cogline che non sei altro...io non mi nascondo nell anonimato come fai tu brutto bastardo coglione figlio di puttana...io non ho paura di die

gianluca non sono fatti tuoi se io sono maturo o meno, ne tantomeno se io voglio offendere gentaglia di merda chiaro?non devo chiedere il permesso a te...e ripeto che e' solo 1 domanda idiota

cmq sarebbe meglio restare con i miei cani sicuramente che avere a che fare con 1 figlio di puttana come te...poi solo 1 coglione come te puo definire i mieicani maiali...coglione che non sei altro li hai mai visti i miei cani? non penso proprio e ne sono fiero di cio'...

meglio scrivere dasolo ch in compagnia di 1 figlio di puttana come te podgorica dei miei coglioni...tu e tutti quelli come te fate schifo siete solo dei pezzi di merda schifosi...

coglion chamali tutti gli amici tuoi e chiama pur la puttana di tua madre cosi il culo glielo facciamo anche a lei

Dopo vari solleciti da parte di altri e miei mi sono trovato costretto a denunciare quanto segue:

19.45  augurando a tutti una buona serata vi rimando a domani.

Democrazia o Oligarchia???????????????????

...........in atto ci nega queste chicche! di democrazia.............!

Da:

http://trasporti.rdbcub.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=16487&cHash=53a464aa5a&MP=63-197

Argomento:

CAI annuncia i suoi criteri per la riassunzione del personale
del Gruppo Alitalia e Airone nella nuova compagnia aerea, al netto delle 10.000 espulsioni già dichiarate.

&wrap= | &md5=22d34c467fe504b7f10d749e9e508a88">

sabato, 25 ottobre 2008

Incredibili e sconcertanti sono state le dichiarazioni dei rappresentanti della CAI

sui criteri che verranno applicati per la scelta dei 12500 dipendenti da assumere nella nuova compagnia.

Nella riunione del 22 ottobre infatti sono state esplicitate alle oo.ss le modalità e i criteri con cui saranno selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni già dichiarate.

Questa la proposta nel dettaglio:

  • il personale sarà scelto con criteri di assoluta discrezionalità gestionale

  • non saranno riassunti i part time

  • non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori

  • non saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104

  • non saranno riassunti genitori con figli invalidi a carico (legge 104)

  • non saranno riassunti lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104)

  • saranno valutate discrezionalmente le percentuali di assenza per malattia dell’ultimo triennio

  • sarà valutata l’anzianità aziendale

E’ davvero difficile commentare questa incredibile proposta della CAI che stravolge e straccia ogni tutela legale e normativa esistente in materia.

Gravissimo attacco contro invalidi, portatori di handicap, genitori monoaffidatari di minori, genitori con minori con handicap, part time per necessità, personale con ridotte capacità lavorative (anche a causa di infortuni sul lavoro).

Le volontà della CAI testimoniano inequivocabilmente di quale etica

siano portatori questi signori e quali siano i loro veri valori morali

Ecco chi sono nella realtà questi “capitani coraggiosi” a cui il Governo Berlusconi regala due compagnie aeree, Alitalia e Airone, pulite da debiti ed oneri perchè scaricati tutti sui contribuenti.

Ecco quale è il vero volto della “cordata italiana”: speculatori sui beni pubblici, sfruttatori dei lavoratori tutti, addirittura prepotenti e discriminatori sui deboli e le persone in difficoltà.

I LAVORATORI DEL TRASPORTO AEREO SANNO GIÀ, PURTROPPO, CON CHI HANNO A CHE FARE

Speriamo che a fronte di queste ultime pesanti e sconcertanti notizie, salga un onda di sdegno e di protesta da parte del mondo del lavoro e della società civile che imponga a questi signori di fare marcia indietro e di chiedere scusa a tutti.

La CUB Trasporti rispedisce al mittente queste provocatorie volontà aziendali e diffida la CAI dal mettere in atto comportamenti discriminatori e lesivi dello spiritto di ogni legge e normativa esistente.

La CUB Trasporti ribadisce che nessuna discrezionalità gestionale dovrà essere attuata da CAI nella selezione del personale, che dovrà essere tutto riassunto rispettando anzianità, carichi familiari, invalidità, legge 104, ridotte capacità lavorative, ecc.. NO A NUOVE SELEZIONI DISCRIMINATORIE

 

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

 

 

lunedì 27 ottobre 2008

AL Piccolo Tomas di Rovereto (Tn)

A Tomas
Mi trovo a Rovereto , siamo nell’anno 1985, per passare la mia prima visita di invalidità. Sono seduto su una panca in attesa del mio turno quando entra una signora con viso dolcissimo sembra una Madonna, in braccio ha qualcosa che da principio stento a capire di cosa si tratta, solo dopo che si è seduta mi accorgo che è un bambino. Si un bambino simile ad un pezzo di stoffa quasi informe, osservo meglio e mi accorgo che trattasi di un bambino ipotonico.
Avevo sentito parlare e avevo visto alcune foto di questi bambini da un mio amico psichiatra che li studiava e aveva avuto anche una buona percentuale di successi si tratta del Prof Cocchi Renato primario all’Ospedale psichiatrico di Pesaro.
La prima volta che me ne fece vedere uno rimasi stranito per tutto il giorno, si tratta di bambini privi di muscolatura, che non reagiscono agli stimoli, infatti gli conficco un ago in un piedino e questo neanche ha pianto o cercato di ritirare l’arto, non stanno ne seduti e tanto meno in piedi sono stracci come li metti stanno, poveri piccolini, quella visione fece si che mi adirai con Dio e uscendo non riuscii a trattenere i miei conati di vomito.
Alla vista di quella mamma ho rivissuto come in flash tutta la mia esperienza, che pena nel vederla stringersi al petto il suo bambino come se fosse stata la cosa più bella che il Signore le avesse donato.
Aspettavamo e in me viene il pensiero: la avvicino e le dico che conosco uno specialista che studia questi casi? Ma se poi alimento solo una falsa illusione se lei non vuole provare, che faccio?
Dopo che questi pensieri mi girano nella testa decido, mi faccio coraggio la devo affrontare è più forte di me.
Mi avvicino tutto tremante le chiedo scusa e dico: Sa Signora io non vorrei far nascere in lei delle speranze che poi magari domani risultano vane. Pero sento il dovere di dirle che io conosco una persona che studia i casi uguali al suo bambino.
Lei risponde : tutti gli aiuti che ben vengano per il mio piccolo Tomas.
Non appena pronuncio il nome del mio amico vedo i suoi occhi illuminarsi di una strana luce e dice: Sono anni che cerco di contattarlo ma non ci sono mai riuscita, ma questo è un miracolo.
Risposi : mi dia il suo numero telefonico io oggi contatto il mio amico e vedrò cosa posso fare per lei.
La mia visita portò dei buoni risultati e con il cuore gonfio per questi ultimi e per poter aiutare quella signora torno a casa prendo il telefono e contatto il mio amico gli illustro il caso, lui accetta di prendersi cura del bimbo e mi dice di dire alla signora di chiamarlo ad un determinato numero a mio nome, lo prego e lo vincolo ad una promessa solenne, cioè che non avrebbe mai rivelato il mio nome ne tanto meno il mio domicilio.
Contatto la Signora le do il numero la saluto e le dico con tutto il cuore: Che Dio vi assista.
Sono passati due anni da quell’incontro quando sento squillare il telefono è il mio amico e mi dice Giovanni da oggi tu hai un angelo che ti starà sempre vicino, mi preoccupo e chiedo: è morto Tomas?
Lui dice no è vivo però ora cammina ho dovuto faticare con sua madre per non rivelare la tua identità però mi ha risposto che tanto lei ti ricorderà e ringrazierà per sempre per il tuo nobile gesto, ma non solo è certa che il buon Dio saprà ripagarti mille volte di più.
Credetemi quando mi trovo in grave difficoltà chiedo nelle mie preghiere aiuto a Tomas e sembra una favola ma le cose mi si appianano.
Tomas vivi tutta la tua vita con gioia e prega per me misero uomo.

 

clip_image001http://www.caerebulldogs.net

google Tag di : sociale, pensieri, cani, cinofilia, massoneria, esoterismo, denuncia, gfeliziani, caerebulldogs, forum

Lettori fissi